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Dal 20 al 29 dicembre a Villa Sarsina la mostra di pittura di Vincenzo Stefano Gaetani

 sarsina

Quando ci troviamo a parlare o a scrivere di un artista, cerchiamo quasi sempre di individuare un modulo ben preciso al quale poter fare riferimento, e qualora questo non ci fosse cerchiamo di vedere se lui stesso ha un modulo tale da farlo inserire autonomamente nella pittura contemporanea italiana.

Nel caso di Vincenzo Stefano Gaetani, una visione personale conquistata attraverso l’esperienza di forme espressive che decantano abilmente influenze astratte ho informali per arrivare ad un più deciso e profondo contatto con le cose, garantisce dell’autenticità e dell’originalità di questo modulo asserzioni di questo tipo, naturalmente, devono trovare riscontro nella lettura dell’opera e Gaetani, con questa lettura ci offre di opera in opera, le prove sicure di come sappia accumulare tesori di sentimenti e di sospensioni liriche in frasi di colore sviluppate in un ideale schema selettivo.

Rifacendoci infatti a qualche capitolo dell’attività di Gaetani, alla sua originaria evocazione di forme ispirate alla natura suggerite dalle montagne o dai riverberi su uno specchio d’acqua, si potrebbe dire soltanto che in questo pittore romano c’è stato un passaggio dallo studio e dalla trasformazione dell’ambiente a quello dell’esame e della composizione di forme umane, se non ci fosse però da prendere in più serio e scrupoloso esame il linguaggio che adotta per conseguire una ricostruzione dell’immagine pregna di significato in questo linguaggio ogni parte è coerentemente conseguente alle suddivisioni dell’idea, tanto che nell’economia dell’intero discorso nell’istante in cui appare la striscia, e per cui dura l’effetto, c’è in ogni caso il concorso di una sceneggiatura spirituale esatta che va letta per intero come risultante di quel suo sviluppo continuo per orizzontali lungo scansioni ritmiche che a volte hanno del ditirambico ed altre la dolcezza del lirico abbandono.

Questo processo semplice ed intelligente produce ovviamente il vantaggio di accelerare o rallentare la lettura regolandola sul tema, mentre lascia alla separazione di gruppi di colore o di colori la funzione di stimolo che scandisce, accentua ed esalta l’apparato comunicativo nella visione simultanea dell’intero dipinto.

Proprio in questa simultaneità si rafforza il paragone letterario che vede unità e completezza in un solo verso così come ritmo, cadenze, armonia si fondono per Gaetani nell’unità della pagina pittorica.

Vincenzo Stefano Gaetani, nato nel 1946, vive e lavora a Roma, dove svolge attività di insegnante di discipline artistiche.

Ha iniziato ad esporre in mostre nazionali e internazionali in Italia e all’estero nel 1967 conseguendo numerosi consensi sia da parte del pubblico che della critica.

Tra gli importantissimi premi assegnatigli riteniamo opportuno segnalarne alcuni di quelli conseguiti in questi ultimi anni: Coppa Belgio alla mostra “Gran Premio internazionale Genova-Bruxelles” nel marzo del 1977; Trofeo ”Genova-Lugano” alla mostra internazionale svoltasi nel Luglio del 1977 al Palazzo dei congressi di Lugano; Trofeo ”S.Margherita ligure” alla XIV edizione del Premio Nazionale di pittura figurativa svoltosi a S.Margherita ligure nell’ Agosto del 1977; Trofeo ”Genova-Madrid” alla mostra internazionale di arte contemporanea avvenuta all’istituto italiano di cultura di Madrid nel Gennaio del 1978; Targa d’oro ”Via dell’arco 1978” alla XV ed ultima edizione del premio nazionale di pittura figurativa di S.Margherita ligure nell’Agosto del 1978.

Note sulla sua pittura sono apparse in numerosi quotidiani, riviste, annuari e dizionari d’arte.

Sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

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